Volantino Natura Sì - 1.7.2020 - 31.8.2020 - pagina 26 - NON È PIÙ VALIDO

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Volantino Natura Sì - 1.7.2020 - 31.8.2020 - Prodotti in offerta - fragole, latte, cereali, riso. Pagina 26.
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ECOPENSIERI L'agricoltura diffusa di prossimità Tra le varie conseguenze negative legate al Coronavirus vi sono quelle legate alla produzione e disponibilità di cibo, che hanno reso ancora più evidente la necessità di ripensar la nostra idea di agricoltura. di Armando Gariboldi, naturalista e agrotecnico, blog: www.natureinaction.it La recente epidemia di Coronavirus ha messo in crisi intere filiere come il settore ittico, parte di quello lattie- ro-caseario e zootecnico, le raccolte di frutta e verdura, gli agriturismi, la ristorazione. come comunità locali su questi comparti, rischiamo di non andare da alcuna parte. Parliamo però di una nuova agricoltura, pensata per essere a basso im- patto ambientale (che quasi sempre significa anche a basso consumo di energia e di risorse non rinnova- bili) e resiliente, ovvero preparata ai cambiamenti in corso. E poi un'agricoltura che recuperi una visione oli- riduzione del 32% degli scambi nel 2020 e diversi Paesi stica, di vero ecosistema connesso al territorio, all'am- grandi produttori di cereali, come ad esempio la Russia, biente, alla salute e a mille altre cose. L'agricoltura non la Cina, l'India, il Kazakistan o la Giordania, hanno già è un settore, inteso come comparto a sé stante, ma è forse l'ambito socio-economico più interconnesso con tutti gli altri e soprattutto è direttamente collegato con i sistemi e gli organismi viventi. Di questa sua peculiarità Qualche dato L'Organizzazione mondiale del commercio stima una cominciato a ridurre o addirittura a bloccare le espor- tazioni, per il timore di non poter disporre poi di ade- guate scorte per i fabbisogni interni e per le tensioni sociali che si prevedono. A seguito di ciò, il prezzo del grano sui mercati internazionali è aumentato in poche settimane di oltre il 10% ed anche il mercato del riso, il più importante alimento del Pianeta, sta subendo forti oscillazioni. primaria bisogna tener conto! Quindi, serve ripristinare un'agricoltura consapevo- le, ecosostenibile, interdisciplinare e colta. Ov- vero che su basi scientifiche sappia muoversi appunto in una logica olistica, recuperando cioè anche quegli antichi saperi troppo a lungo tralasciati e che oggi purtroppo quasi non si insegnano più nelle Facoltà di Anche l'Italia potrebbe risentire di ciò: «importiamo 5 miliardi di euro di cereali, 6,5 miliardi di carni e animali, 6 miliardi di prodotti ittici, 3,3 miliardi di oli, quasi un miliardo di latte» [ex-ministro Agricoltura M. Martina, su "Anteprima"). In particolare l'orticoltura sta risentendo pesantemente della mancanza di manodo- pera per la raccolta di frutta e verdura, con interi stock Agraria. Infine, va organizzata una vera e propria "agricoltu- ra diffusa di prossimità", ovvero va riprogettato il recupero alla produzione agro-forestale di tutte quelle zone incolte, abbandonate, intercluse o addirittura con di derrate alimentari che rischiano di andare al macero, suoli impermeabilizzati, dove in apparenza non si può coltivare ma nei quali invece, alla luce delle attuali conoscenze e tecnologie, si può avviare una vera rigenerazione agraria. Ciò, soprattutto dentro e attorno alle città, secondo una visione strategica che dovrebbe portarci a produrre cibo il più possibile vicino soprattutto nel caso delle primizie (es. la raccolta delle pregiate fragole in Basilicata). Una nuova agricoltura Come fare, dunque, per cercare di mitigare questa emergenza, ma soprattutto per non farci trovare impre- ai punti di consumo. parati anche per possibili future situazioni che potreb- bero essere anche peggiori, alla luce soprattutto dei cambiamenti climatici ed ambientali ormai in corso? La questione è lunga e complessa; in queste poche righe vogliamo solo ricordare schematicamente alcune parole d'ordine per quello che dovrebbe essere un vero Piano d'Azione per il rilancio della nostra agricoltura e di tutto il sistema agroalimentare. Già, perché se non si decide di investire veramente come Paese ma anche Anche utilizzando piccoli appezzamenti sparsi, anche usando sistemi cosiddetti "fuori suolo", anche riconver- tendo boschi in colture sinergiche. Forse non diventeremo indipendenti per la produzione di cereali, ma un po' di frutta e verdura di qualità in più potremo produrla, incrementando anche quei servizi ecosistemici che (anche) gli ambienti agricoli possono fornire di cui parleremo in uno dei prossimi articoli. 26

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