Volantino Natura Sì - 1.1.2020 - 29.2.2020 - pagina 32 - NON È PIÙ VALIDO

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Volantino Natura Sì - 1.1.2020 - 29.2.2020 - Prodotti in offerta - La Fattoria, cereali, senape, albero, camion, Dell. Pagina 32.
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UNO SGUARDO SUL MONDO Navdanya, nove semi per salvare la biodiversità Un'autentica esperienza alla scoperta della biodiversità: Alessandra Piccoli, studentessa e ricercatrice universitaria, ci racconta il suo viaggio a Navdanya, sulle orme di Vandana Shiva. di Alessandra Piccoli A Navdanya, che significa letteralmente nove semi, si arriva dalla strada statale che collega la cittadina di Dehradun nello Stato di Uttarakhan, nel nord dell'India, alle pendici dell'Himalaya, camminando su un sentie- ro sterrato all'interno di un frutteto ve, ma è soprattutto un luogo fuori dal tempo contem- poraneo dove il cibo è una merce, i semi una proprietà privata, l'acqua uno strumento di potere. A Navdanya non è così, qui i semi vengono salvati, replicati e, soprattutto, donati. Nella banca dei semi - che si trova in un basso edificio a cinquecento metri dal centro dove vivono i bijak, i custodi dei semi, volontari che da tutto il mondo decidono di trascorrere un po' di tempo lavorando ed apprendendo come salvare la biodiversità - vengono preservate più di settecento varietà di riso e duecento di grano, oltre a senape, legumi, cereali e diversi ortaggi. La senape, nella mia memoria, è ovunque a Navdanya, come la calendula, forse perché erano in fiore durante le due settimane che ho trascorso lì lo scorso mese di marzo. E ripensarci fa venire una gran voglia di tornare, in quel luogo magico fuori dal tempo, dove si tenta di andare contro la storia, contro la sua storia, his-story, quella del patriarcato e del capitalismo, che vorrebbero sottomettere alla logica dell'utilitarismo, del riduzionismo, del profitto, tutto e tutti. Soprattutto la Natura. manghi, alberi maestosi dalle foglie larghe, capaci di assorbire lo smog della strada statale malamente asfaltata, dove passano in continuazione camion, autobus e automobili di tempi andati per noi occidentali. Si arriva così a costeggiare un muro in mattoni alto poco più di un metro e mezzo, che si apre in un cancello metallico chiuso con un catenaccio e, quindi, in un secon- do cancello che consente di accedere alla fattoria. Un luogo magico, fuori dal tempo La fattoria di Navdanya, voluta e costruita dalla scrit- trice e attivista indiana Vandana Shiva, è una fattoria sperimentale, dove si svolgono ricerche sulla fertilità del suolo, sulle varietà antiche di moltissime piante, sulle consociazioni e su tecniche colturali vecchie e nuo- E ripensarci fa venire una gran voglia di tornare, in quel luogo magico fuori dal tempo, dove si tenta di andare contro alla storia, contro alla sua storia, his-story, quella del patriarcato e del capitalismo, che vorrebbero sottomettere alla logica dell'utilitarismo, del riduzionismo, del profitto, tutto e tutti. Soprattutto tutte e tutta la Natura La foresta Così, mentre ero li, mi è capitato di fare una passeggia- ta nella foresta, che si stende dai confini della tenuta sino ad uno spazio per me indefinito. Non si tratta di un bosco come ero abituata a vederlo, con conifere, abeti, querce e un fitto sottobosco. Qui il sottobosco è pressoché assente, lavato via dalle piogge monsoniche ed estirpato dagli animali domestici, mucche e bufali prevalentemente, che vi vengono portati a pascolare dai "senza casta", gli ultimi della piramide sociale indiana. Dalla foresta gli abitanti locali traggono ovviamente il legname per scaldarsi e ho potuto vedere giovani arram- picarsi a quindici metri e più per tagliare i rami più alti da alberi ormai ridotti a colonne altissime e spoglie. Dalla foresta un tempo si ricavava anche molto altro: bacche, semi, frutti di varia natura. Ma oggi la foresta 32

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