Volantino Alitalia dal 1 al 29 febbraio 2020 - pagina 49 - NON È PIÙ VALIDO

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Volantino Alitalia - 1/2/2020 - 29/2/2020. Pagina 49.
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THE NEW ART CHALLENGES INSTALLATION VIEW OF DAN FLAVIN AT DAVID ZWIRNER PARIS. NOVEMBER 30, 2019–FEBRUARY 1, 2020. PHOTOGRAPHY BY JACK HEMS © 2019 STEPHEN FLAVIN / ARTISTS RIGHTS SOCIETY (ARS), NEW YORK. COURTESY DAVID ZWIRNER HAUSER & WIRTH SOMERSET, OUDOLF FIELD PHOTO: JASON INGRAM INSTALLATION VIEW ‘ALEXANDER CALDER. FROM THE STONY RIVER TO THE SKY’ HAUSER & WIRTH SOMERSET 2018. PHOTO: KEN ADLARD © 2018 CALDER FOUNDATION, NEW YORK / DACS LONDON GreatBeauty CAMPAGNA INGLESE Superata da due dealers concorrenti entrati invece nella top five dopo figure cardine come il direttore del MoMa Glenn Lowry e l’artista/attivista Nan Goldin: al terzo posto della classifica c’è la galleria svizzera Hauser&Wirth e al quinto la galleria del tedesco David Zwirner attiva tra Usa, Europa ed Asia che raggiunge un’audience globale anche con le vendite online (direttrice è l’influencer Elena Soboleva) oltre che con i podcast dei talk con gli artisti, parte integrante della sua comunicazione. Hauser&Wirth, nella sua galleria di Gstaad (una delle nove “filiali” nel mondo) si concentra soprattutto sul lavoro del Picasso ceramista (dall’3 al 28/02), abbinando in mostra una serie di suoi ritratti vintage (taluni inediti) realizzati dal fotografo di guerra Douglas Duncan nello studio dell’artista a La Californie (a Duncan si devono oltre 25mila immagini del maestro spagnolo). Poi, a Los Angeles, dal 13/02 s’inaugurerà la mostra sugli ambienti spaziali di Lucio Fontana, 48 _ ULISSE _ febbraio 2020 a cura di Luca Massimo Barbero. Un progetto di caratura museale, che prevede la “messa in scena” di quelle opere luminose (al neon, con luci di Wood e vernici fluorescenti) che il grande artista italo-argentino ha realizzato tra il 1948 e il ’68, in diversi luoghi. Sul piano internazionale un ulteriore affermazione della visionarietà di Fontana. Per tutti è diventata strategica l’acquisizione di archivi, così è anche per l’americana Marianne Boesky (che ha puntato, tra gli altri, su Maria Lai, artista sarda che si è espressa attraverso la tessitura e i filati), per l’americana Pace (con Acconci Studio, Sol LeWitt, Nevelson, Picasso, Rothko...). E per Hauser&Wirth: tra i tanti estate che annovera anche quelli dello scultore Massimo Melotti, di Piero Manzoni, di Fabio Mauri, Eduardo Chillida, Hans Arp, John Chamberlain. In questo modo gli eredi ambiscono alla valorizzazione del loro artista ottenendo per lui maggiore visibilità, a beneficio delle sue quotazioni. Hauser&Wirth, oltre a promuovere la ri- cerca artistica in senso stretto è anche editrice in proprio: i libri d’arte sono un altro valore aggiunto, così come l’educazione formativa dei bimbi appassionati d’arte e delle loro famiglie, le borse di studio, il finanziamento agli archivi. E per questa galleria non tutto deve accadere solo nelle capitali dove è presente (tra cui Zurigo, Londra e New York dove, a primavera, a Chelsea, inaugurerà l’estensione della propria galleria con uno stabile di cinque piani) ma anche la campagna inglese di Somerset House e l’isola di Minorca sono luoghi ideali per far vivere l’arte in modo alternativo. Si è poi affacciata sul mercato privato anche l’arte esperienziale, finora proposta principalmente negli spazi istituzionali e che incontra uno straordinario successo di pubblico. Apripista è stata la Pace Gallery (da pochi mesi con una nuova imponente sede di otto piani a New York) che, presentando il famoso gruppo giapponese teamLab attivo nel digitale, ha attirato nel 2016 al Menlo Park - nella San Francisco Bay Area - 175mila perso- ne (costo medio dei biglietti 16 dollari). Ticketing applicato poi anche alle successive mostre del gruppo da Pace a Londra e Pechino. Un fenomeno, questo, dell’ingresso a pagamento finora mai adottato da una galleria, ma che potrebbe rivelarsi un bel business per il futuro. Le gallerie importanti tendono ad assomigliare sempre più a luoghi museali (con grandi palazzi firmati da archistar come quello di Zwirner, progettato da Piano) anche riproducendone un modello di lifestyle che prevede bookshop, libreria, caffè, ristorante. Nel nuovo edificio newyorchese della Pace (che quest’anno festeggia i 60 anni dalla fondazione, dieci le sedi nel mondo) ci sono grandi aree per eventi di musica, cinema, danza e performance. Oltre a una biblioteca ricca di 10mila volumi. Tra gli artisti di culto che la galleria rappresenta, James Turrell guru che materializza la luce in forme astratte - e di cui vedremo esposte una serie di opere in quel di Londra (dall’11/02 al 27/03). ● * giornalista del Corriere della Sera PHOTO BY JASON SCHMIDT. COURTESY DAVID ZWIRNER, NEW YORK/LONDON/HONG KONG Al di là delle grandi capitali, Hauser&Wirth (al terzo posto nel ranking mondiale dell’arte secondo Art Review Power 100 list 2019) ha aperto uno spazio alternativo nella campagna inglese a Somerset (qui sopra) dove nel 2018 ha allestito la grande mostra delle sculture di Calder. Beyond the great capitals, Hauser & Wirth (third in the 2019 Art Review’s Power 100 list) opened an alternative space in the English countryside in Somerset (above) where in 2018 the large exhibition of Clader’s sculptures was set up. DAVID ZWIRNER L’art dealer tedesco (attivo negli States) si è classificato quinto nel ranking mondiale. In alto, la mostra di Dan Flavin nella sua galleria di Parigi. The German art dealer (operating in the US) ranked fifth in the world list. Above, Dan Flavin’s exhibition in his gallery in Paris. Setting up exhibitions in the usual spaces is not enough: the gallerists of the 2020s will have to redesign their strategies to promote the future If the entire world of art (museums aside) has turned into a fair, one might wonder what is the actual role of the art galleries, outside of a system centered on frenzy and on competition among collectors, a fundamental spur for this kind of satellite activities. In the 2020s, art dealers will have to tackle new challenges, being obliged to find new art enthusiasts: it is not enough to set new exhibitions in their spaces. The exhibits, in fact, have a different economic impact compared to fairs, given the reduced number of buyers. Therefore, some of the most important gallerists have decided to redesign their role adopting different strategies that mark a turning point and take inspiration from the ideal (and educational) model embodied by the museums. The connection with the community they belong to has become an important element in these strategies. In short, in this field, culture is the driving force to achieve innovation. The financial aspect follows closely behind. Since the 1990s Larry Gagosian has penetrated the market aggressively, selling like hell abiding by the “rules” established by the art/power combo and by the art industry prerogatives. Today, however, things have changed and this American art gallery – boasting a whopping 17 exhibition spaces scattered worldwide from New York to Rome and Hong Kong – ranked 27th in the Art Review Power 100 international list. Larry Gagosian has been outdone by two competitors which have been included in the Top Five list following leading figures such as MoMa Director Glen Lowry and artist/activist Nan Goldin: the third place of the ranking is held by Swiss gallery Hauser&Wirth followed at fifth place by the art gallery managed by German David Zwirner. Operating in United States, Europe and Asia, Zwirner’s gallery boasts a global audience also thanks to online sales (the Online Sales Director is influencer Elena Soboleva) and to podcasts of various conversations held with the artists, an integral part of Zwirner’s communication strategy. Hauser&Wirth, in its art gallery in Gstaad (one of the nine branches scattered worldwide) focuses mainly on Picasso’s ceramic works (February 3-28), flanked by war photographer Douglas Duncan’s vintage photos (some of which are showcased for the first time) taken in the artist’s studio in La Californie (Duncan took over 25 thousand photos depicting the Spanish master). The exhibition focused on Lucio Fontana’s spatial environments curated by Luca Massimo Barbero will be inaugurated in Los Angeles from February 15. The project in museum style includes the display of the neon works (with Wood lights and fluorescent paints) that the great Italian-Argentine artist created between 1948 and 1968 in different locations. The exhibition represents a further international ULISSE _ febbraio 2020 _ 49

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