Volantino Alitalia dal 1 al 29 febbraio 2020 - pagina 126 - NON È PIÙ VALIDO

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Volantino Alitalia - 1/2/2020 - 29/2/2020. Pagina 126.
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Happyend IL VIAGGIO IN ITALIA DEL GIOVANE MOZART IL GRAND TOUR DI AMADEUS Duecentocinquanta anni fa “il piccolo genio” di Salisburgo intraprese un lungo itinerario in Italia. Ulisse ne ripercorre le tappe in una chiave molto “social” di Gabriele Romagnoli I A FIRENZE Il 2 aprile 1770 Mozart si esibì presso la Villa Medicea del Poggio Imperiale a Firenze. On April 2 1770, Mozart performed at the Villa Medicea del Poggio Imperiale in Florence. 126 _ ULISSE _ febbraio 2020 l figlio geniale, il padre furbo e il Belpaese. Può sembrare il titolo di una commedia e in parte lo fu: una gran commedia dell’arte nell’Italia del Settecento. Ma il viaggio in Italia, insieme con il genitore Leopold Mozart, di Wolfgang Amadeus, fu molto di più. Riuscì perfino ad essere, 250 anni fa, un precursore della modernità: con le recensioni epistolari da Tripadvisor (stroncata Napoli, elogiata Milano), i flashmob dei concerti improvvisati a cui tuttavia accorrevano folle, la rete di contatti che consentiva di passare da un luogo all’altro trovando alloggi con una tecnica da couchsurfing, alternando fredde locande che rendevano paonazze le preziose mani a ville nobiliari dove “tutto è d’argento, financo il pitale e il lumino da notte”. E mentre i giornali d’epoca già spargevano fake news, sbagliando il ruolo, l’età e perfino la grafia del nome del prodigio, lui distribuiva like alle altrui esibizioni o vi metteva pollice verso. Uno storytelling perfetto, che inizia con l’incarico per la realizzazione di un’opera, Mitridate, e termina con la sua trionfale esecuzione, sei ore inframmezzate da inedite richieste di bis e dal ripetersi di un grido che sintetizza il sentimento italiano al cospetto del piccolo grande genio: “Viva il Maestrino!”. Ci sono tre protagonisti in questa tournée. Il primo è il Belpaese, che Italia non era ancora. Si divideva in Stati, Regni, Principati, Repubbliche, Granducati e Ducati. Ognuno aveva le sue tradizioni e i suoi gusti. Tutti applaudirono Mozart, anche se dai Borboni non fu ricevuto (e se ne offese), tutti lo vollero ascoltare (pur considerandolo a volte un fenomeno, ma da baraccone), ospitare, sfamare, ritrarre, accarezzare. I Mozart entrarono dal valico del Brennero e si spinsero fino a Napoli. Furono affascinati dalla politica, dalla religione, dal cibo. Conobbero il papa, Clemente XIV, e assaggiarono la prima anguria. Il padre delirò per la moda. Il figlio proclamò di essere giunto “nel Paese del sonno”. E fin da subito cominciarono i disguidi postali (secolari, è il caso di dirlo) tra Salisburgo e le città italiane, che resero il carteggio tra gli uomini in viaggio e le donne a casa sincopato e confuso come una chat whatsapp in cui non si rispettino i turni nell’invio. Il padre furbo era arrivato per conquistare follower, sponsor e far soldi. Capì in fretta che da queste parti pagavano con i “bravo!”, si mise il cuore in pace, fece incetta di incisioni topografiche per mostrare poi dove fossero stati, suggerì alla moglie letture per tenere il loro passo (praticamente: seguici su Google Earth), si ferì a un piede e si fece consolare da abiti “di una sfumatura color cannella, in piqué di tessuto fiorentino con merletti d’argento e foderato in verde mela”. Ammirò le architetture e proclamò insuperabile il teatro dell’Accademia Filarmonica di Mantova. Il figlio geniale, da spiritello amorale qual era, si divertì. Cominciò le lettere alla sorella proclamandosi inevitabilmente “ancora vivo” e “sempre di buon umore”. Mandò baci birichini in parti del corpo inappropriate. Suonò per e con i grandi. Superò l’esame di fughe di padre Giovanni Battista Martini, stupì le corti e il popolo, si esibì in quel gran gioco di prestigio che fu la trascrizione a orecchio del Miserere di Gregorio Allegri (pare, con due soli miseri errori). Dileggiò sovrani, scherzò con cardinali, cedette al desiderio di cavalcare un asino “come si fa in Italia”, fu fanciullo nell’amicizia con il coetaneo violinista Thomas Linley, adulti mentre suonavano. L’altro pianse vedendo la sua carrozza lasciare Firenze, ma c’era sempre un’altra tappa ad attenderli, un altro ricovero: se era di lusso si fermavano tra gli agi, lui si faceva riprodurre la pomata per le mani che non aveva portato con sé, diventava rosso bruno nel freddo e pallido all’afa. Si beò delle recensioni che ne proclamavano “il valore portentoso”. Già lo sapeva, ma solo quell’Italia culla d’ogni arte aveva il diritto supremo di sancirlo: “Viva Il Maestrino!”. S’inchinò, fece uno sberleffo e proseguì. ● RITRATTO Wolfgang Amadeus Mozart ritratto a Verona all’età di 13 anni. Wolfgang Amadeus Mozart portrayed in Verona at the age of 13. ULISSE _ febbraio 2020 _ 127

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